RECLUSIONE FINO A QUATTRO ANNI PER LA DIFFUSIONE DI RIPRESE E REGISTRAZIONI FRAUDOLENTE, ANCHE TELEMATICHE, TRA PRIVATI (WHATSAPP, CHAT, FACEBOOK, ECC.)

Accade sempre più spesso che comunicando mediante i social network, con WhatsApp , mail, chat, ecc. con amici e conoscenti, o con semplici sconosciuti, scambiamo esperienze personali anche molto intime e ci affidiamo alla sensibilità del nostro interlocutore/interlocutrice la tutela della nostra riservatezza. Spesso i nostri figli scambiano tra di loro, non rendendosi del tutto conto dell’importanza della tutela della privacy, frasi o immagini personali e/o intime. Orbene, con l’entrata in vigore del DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2017, n. 216 – Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni – vi è una nuova tutela penale della privacy

Viene infatti introdotto nel Codice Penale l’Art. 617-septies. (Diffusione di riprese e registrazioni fraudolente). che prevede:

“Chiunque, al fine di recare danno all’altrui reputazione o immagine, diffonde con qualsiasi mezzo riprese audio o video, compiute fraudolentemente, di incontri privati o registrazioni, pur esse fraudolente, di conversazioni, anche telefoniche o telematiche, svolte in sua presenza o con la sua partecipazione, e’ punito con la . La punibilita’ e’ esclusa se la diffusione delle riprese o delle registrazioni deriva in via diretta ed immediata dalla loro utilizzazione in un procedimento amministrativo o giudiziario o per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca. Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa.»

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