Categoria: IL PARKINSON

PARKINSON: disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione e delle funzioni orali

 “Il Logopedista è il professionista sanitario che si occupa della prevenzione, della valutazione e della riabilitazione dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione e delle funzioni orali (respirazione, deglutizione, masticazione), rivolgendosi a tutte le fasce di età.”

I disturbi motori sono i sintomi più conosciuti e rappresentati nella Malattia di Parkinson, tuttavia, una percentuale molto elevata (70% -90%) dei soggetti affetti sviluppa nel corso della malattia disfagia, disartria, scialorrea, segni d’interesse Logopedico nella Malattia di Parkinson. Ancora oggi tali disturbi sono sottovalutati, non largamene conosciuti e individuati.
La Terapia Logopedica di gruppo nella Malattia di Parkinson è una metodica largamente applicata a livello mondiale. Le linee guida di Logopedia Olandesi consigliano la terapia di gruppo soprattutto per le attività finalizzate all’aumento dell’intensità vocale.
I protocolli logopedici di gruppo prevedono la corretta informazione e formazione circa le tematiche relative alla funzione deglutitoria e fonoarticolatoria, si propongono inoltre di lavorare direttamente con attività pratiche sulla fonazione, per incrementare l’intensità vocale e la gestione dei cambi tonali, e sulla funzione deglutitoria per consapevolizzare i soggetti in merito ai corretti comportamenti e strategie da utilizzare nella vita quotidiana, soprattutto per la gestione dei liquidi e della saliva. Il gruppo permette di creare importanti legami interpersonali, consente inoltre il reciproco confronto costruttivo e la possibilità di affrontare le tematiche in modo stimolante e creativo.

Giovanna Maria Guerrini – Logopedista

Laureata presso l’Università degli studi di Verona con il massimo dei voti, con tesi dal titolo: “Training di rinforzo della muscolatura espiratoria, con dispositivo EMST150, in soggetti affetti da malattia di Parkinson Idiopatica: impatto sulla funzione deglutitoria e fonatoria”.Svolge la sua attività in diverse realtà di Verona e provincia, occupandomi prevalentemente di patologie neuromuscolari in soggetti di età adulta ed evolutiva. Per approfondire il ruolo del Logopedista nella presa in carico del soggetto affetto da malattia di parkinson idiopatica e parkinsonismi ha effettuato un’esperienza formativa in Portogallo, nel centro neurologico senior di Torres Vedras “Speech Therapy in Parkinson’s disease and Parkinsonism Autumn school ”. Dal 2014 studia canto lirico presso il Conservatorio E.F. Dall’Abaco di Verona ed ho realizzato come anche il canto possa essere un prezioso strumento in riabilitazione, soprattutto nella Malattia di Parkinson come emerge da numerosi studi. Sta proseguendo la mia formazione presso l’Università degli studi di Torino, frequentando il Master di primo livello in Deglutologia.

A PROPOSITO DELLA DANZA E DEL BALLO

La Danzaterapia secondo il metodo di Maria Fux, danzatrice e coreografa argentina

La danza è un insieme di movimenti ritmici del corpo eseguiti in gruppo o individulamente con    finalità rituali,estetiche o per puro divertimento.E’ accompagnata da musica o da canti che ne  scandiscono il ritmo e ne integrano il significato.  Può essere eseguita secondo un piano prestabilito (coreografia) o attraverso l’improvvisazione.E’ presente in tutte le culture umane associata  alla manifestazione teatrale o alla musica.Nella tradizione della danza popolare viene chiamato ballo. Fin dall’antichità la danza fa parte  dei rituali,della preghiera, dei momenti di aggegazione  collettiva o tra gruppi di persone.

La danza è un importante mezzo di espressione globale della persona,una forma di manifestazio-   ne delle dimensioni profonde della natura umana.La capacità di sostenere il beneessere attraverso la manifestazione delle emozioni era nota in molte popolazioni primitive che attraverso i balli  tradizionali esprimevano i propri stati affettivi personali o di gruppo.

L’uso terapeutico della danza risale a tempi recenti,l’inizio del Novecento,per il contributo di due   ballerine professioniste di “modern dance”che hanno posto l’attenzione sul piacere di ballare e la   sensazione di benessere che la danza riesce a dare attraverso forme spontanee di movimento. Ha  preso il nome di Danzaterapia. Si sono sviluppate poi altre forme di terapia come la Danzamovientoterapia, la Danza Espressivo-Relazionale…Sono caratterizzate da metodi e approcci diversi in rapporto alle finalità che vogliono perseguire, usando in sostanza comunicazioni non verbali e la possibiltà da parte del terapeuta di osservare molte caratteristiche individuali quali gli stati d’animo e   tratti di personalità.Sono rivolti in genere a persone con disturbi psichici.

I principio base della danzaterapia è l’unità mente-corpo.I movimenti del corpo e degli arti nello  spazio e l’interazione  con il gruppo sono collegati allo stato emotivo,alla personalità del soggetto,nonché al contesto ambientale. Favoriscono  il cambiamento emotivo del comportamento e in ge-  nere hanno un effetto favorevole sulla percezione del bene-essere psico-fisico.

Particolare interesse per gli ammalati di Parkinson è la Danzaterapia secondo il metodo di Maria Fux, danzatrice e coreografa argentina.Il metodo è seguito con successo anche in Italia e molti sono    i gruppi organizzati a tale scopo dalle associazioni dell’Unione Parkinsoniani italiane. Esiste una sede  anche a Verona.La Malattia di Parkinson,neurodegenerativa,compromette nel tempo la qua-  lità di vita del paziente: i disturbi del cammino,la coordinazone dei movimenti,i disturbi posturali…   Il metodo,attraverso la danza creativa che nasce dall’individuo e si estende al gruppo con stimoli relazionali ed espressivi stimola le funzioni residue,aumenta la autostima e una visione positiva delle proprie capacità,riapre la disponibilità alle relazioni sociali,precedentemente accantonate.

                                                                         Gianluigi Veronesi-Verona,30.11.2017

​RUOLO DELL’INTERFERENZA INTESTINALE NELLA GENESI E PROGRESSIONE DELLA MALATTIA DI PARKINSON

La malattia di Parkinson (PD) è di solito caratterizzata da disfunzioni motorie e non motorie. Tuttavia, una serie di sintomi non motori precedono la fase motoria e sono determinanti importanti per la qualità della vita. Ad oggi, nessun trattamento in grado di modificare della malattia è disponibile per i pazienti con PD. La terapia standard  -levodopa- si basa sul ripristino della neurotrasmissione dopaminergica, in modo da alleviare i sintomi motori, mentre i sintomi non motori rimangono spesso inalterati. Esistono numerose  prove che suggeriscono un ruolo importante del sistema nervoso intestinale  coinvolto nella progressione patologica del PD. Inoltre, diversi componenti dell’intestino possono giocare un ruolo rilevante del  sistema comunicativo bidirezionale tra il tratto gastrointestinale e il sistema nervoso centrale. I componenti dietetici possono influenzare l’asse intestinale-cervello alterando la composizione microbiota o colpendo il funzionamento delle cellule nervose. Molti studi recenti hanno fornito le evidenze che sostengono l’ipotesi che il PD possa iniziare nell’intestino. Consideriamo anche come le terapie alimentari possano avere un impatto sulla patologia del PD e / o migliorare i sintomi non motori e motori nei pazienti affetti da PD.

Dott.ssa Laura Bertolasi

Curriculum vitae

VENETO: Linee di indirizzo regionali per l’impianto di neurostimolatori in pazienti affetti da Parkinson Avanzato

I neurostimolatori sono dispositivi medici impiantabili attivi che agendo sul sistema nervoso attraverso una modulazione elettrica (neurostimolazione) sono in grado di controllare o ridurre i sintomi di diverse patologie. La specificità di tali impianti, utilizzati ove la terapia farmacologica non è da sola in grado di controllare i sintomi gravi legati alla patologia e, nel contempo, la delicatezza della problematica che l’impiego sottende, richiedono una particolare riflessione in ordine all’utilizzo dei neurostimolatori quale pratica le cui evidenze scientifiche, per talune patologie, sono ancora molto scarne e dibattute.

La Commissione tecnica regionale Veneta dei Dispositivi medici sulla base del compiuto monitoraggio sui casi trattati, ravvisata la necessità di aggiornare i percorsi assistenziali alla luce delle nuove evidenze di letteratura e della modifica delle indicazioni cliniche per alcuni dispositivi presenti sul mercato – avvalendosi, a tal fine,di un gruppo di lavoro costituito da propri componenti, neurologi e neurochirurghi operanti nella Regione del Veneto -, nella seduta 8 novembre 2016 ha licenziato il documento “Linee di indirizzo regionali per l’impianto di neurostimolatori in pazienti affetti da Parkinson Avanzato, Emicrania Cronica Refrattaria ed Epilessia Farmacoresistente“.

La Giunta Regionale ha quindi deliberato:

  1. di approvare il documento “Linee di indirizzo regionali per l’impianto di neurostimolatori in pazienti affetti da Parkinson Avanzato, Emicrania Cronica Refrattaria ed Epilessia farmacoresistente”, Allegato A;

  2. di individuare, quali Centri di riferimento regionale per il trattamento di Parkinson Avanzato – stimolazione cerebrale profonda – DBS, le seguenti unità operative :

    – U.O. Neurologia/U.O. Neurochirurgia Ospedale San Bortolo – ULSS 8- Berica

    – U.O. Neurologia/U.O. Neurochirurgia Ospedale Ca’ Foncello – ULSS 2 – Marca Trevigiana

    – U.O.Neurologia/U.O. Neurochirurgia Ospedale dell’Angelo di Mestre – ULSS 3 – Serenissima

    – U.O. Neurologia/U.O. Neurochirurgia Azienda Ospedaliera Padova

    U.O. Neurologia/U.O. Neurochirurgia Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona

  3. di assegnare ai Centri sopra individuati il compito di selezionare il paziente, effettuare le procedure di impianto di neurostimolatori, il successivo monitoraggio nonché l’eventuale sostituzione della batteria e/o gestione delle complicanze;

Chi fosse interessato a consultare il documento il documento “Linee di indirizzo regionali per l’impianto di neurostimolatori in pazienti affetti da Parkinson Avanzato, Emicrania Cronica Refrattaria ed Epilessia farmacoresistente” può scaricarlo dal seguente link:

 

 

tecnic1073_AllegatoA_349945.pdf